Estate: Rosso e Frigo

Il primo ristorante che quest’anno mi mette a tavola vino rosso freddo rischiera’ il lancio della bottiglia contro le pareti del locale. Ovviamente anche quelli che te lo servono a 40 gradi (temperatura ambiente) hanno bisogno di cambiare mestiere.

A parte poche eccezioni, il vino rosso si beve a temperature che vanno dai 14 ai 18 gradi. L’ideale, anche per chi stappa a casa propria, sarebbe avere una bella cantina fresca e umida, dove il vino si conserva naturalmente in condizioni perfette. In mancanza di questo privilegio, se non si ha a disposizione un frigo per bottiglie di vino a temperatura controllata, il primo consiglio e’ quello di evitare di far cuocere le proprie bottiglie in appartamento per tutta l’estate. Quindi se avete comprato una cassa di Barolo per berla tra 18 anni quando i vostri figli saranno maggiorenni, portatela in campagna a casa dei nonni, dove una cantina accogliente sapra’ preservarli. In casa, magari conservati in posizione verticale, a temperature equatoriali, il vino non evolve, si guasta.

E purtroppo si guasta anche nel ristorante dove il proprietario li lascia marcire sulle mensole del locale, o anche nelle enoteche che non sanno ben gestire le proprie scorte. Insomma, gia’ il vino che il ristoratore paga 5 euro ci viene servito a 20, se non e’ neanche buono abbiamo tutto il diritto di chiedere al proprietario del ristorante di berselo lui. Certo che dovrebbero arrivarci da soli..

Ok ok, andate pure a svuotare il frigo 🙂

cantina frigo

Ivano Martignetti

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Consumi di vino in picchiata: Capirete mai chi è il colpevole?

Ho appena letto questo articolo sui presunti colpevoli della diminuzione dei consumi interni, in cui si discutono le posizioni di Lucio Mastroberardino ed altri “santoni” del mondo del vino e della comunicazione:
http://www.vinitaly.com/areaStampa/comunicati/id/3473

Secondo i guru i principali colpevoli sono la mancanza di strategie condivise, la poca cultura di vino diffusa tra la popolazione, la scarsa vena comunicativa e i limiti restrittivi sul consumo di alcool.

Ebbene, pur riconoscendo in queste elementi delle ragioni sicuramente valide, penso che sia ora di dire basta e di puntare il dito verso i veri responsabili del consumo limitato di vino: i ristoratori italiani! Eh si, i politici del vino non lo possono dire, si sa che in certi ambienti è sempre meglio non farsi nemici per non venire isolati e scomunicati, ma sono proprio i ristoratori la causa prinicipale di consumi sempre più bassi di vino fuori dalle mura domestiche.

Perché? E’ presto detto, infatti dovete sapere che in Italia i ristoratori applicano in media un rincaro di 3,5 volte il prezzo da loro pagato per la bottiglia.

Non male come guadagno, no? Se solo i nostri cari ristoratori rinunciassero a fare una tale cresta su un prodotto che dovrebbe servire da accompagnamento ai cibi da loro preparati, raggiungerebbero un duplice obiettivo:

  1. I clienti ordinerebbero bottiglie di vino di qualità sicuramente migliore, che esalterebbero al meglio il piatto da loro ordinato, con doppia soddisfazione da parte sia del cliente che del ristoratore.
  2. I consumi aumenterebbero, soprattutto quelli di vini di qualità medio-alta.

E poi, visto che il core business dei ristoratori è il cibo, da cosa sarebbe giustificato un simile rincaro? Perché devono guadagnarci più loro che i produttori dalla vendita di una bottiglia di vino? Ecco cari santoni, guru e politici del vino, è questa la vera causa di consumi sempre più bassi, soprattutto in tempi di crisi..

E lo so che non si può dire, perché molti santoni/guru/politici del vino almeno un ristorante ce l’hanno.. e che figura ci farebbero coi propri clienti..? Però qualcuno certe cose le dovrà pur dire ed io non mi tiro certo indietro.

E mi firmo,

Ivano Martignetti

Tiè.