Streeat – Foodtruck Festival 2015

Bella giornata e una vasta scelta di cibo allo Streeat Foodtruck Festival di Sesto San Giovanni!

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Quello che fino a poco tempo fa era un fenomeno prettamente straniero, sta diventando realtà anche in Italia e rischia di diventare virale. Si perché non ci sono solo hamburger e fritti, le specialità regionali sono entrate di prepotenza nel mondo dello street food e se tutto va come deve andare, avranno sicuramente successo.

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Poi c’è il prato, la musica, la birra fresca e un’atmosfera rilassata che fa sempre bene, bravi!

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Vietnamese Siesta

A beautiful Country, so much to see and taste..

On this album I wanted to concentrate on people relaxing in the streets, sleeping on their scooters, trying to isolate themselves right at the heart of the city.. Impressive. It may look like laziness, but most of these guys wake up super-early in the morning and go to bed very late at night to put some food on the table for their families. Men and women, respect.Hope you’ll enjoy the view.

Bus Driver / Feet Hanging from the Window

 

Making the most out of a Scooter

 

The Noise doesn’t Exist!

 

How cool is that..?

 

Peace of Mind

 

Art and Relax

 

Thinking about Her

 

A Man and his Desk

 

Business Call

 

Lunch was Tough..

 

Siesta..

 

Same Siesta

 

Cocoon

 

Cocoon 2

 

No Stress..

 

Park Bench

 

Sleep Time is Now

 

Park Bench 2

 

Park Bench 3

 

Park Bench 4

 

Joint Siesta

 

Park Bench 5

Ivano Martignetti

Lilac Wine

Lilac Wine by Ivano Martignetti

As many of you may have understood from the title, this is a post about a beautiful song. But, do you really know where it comes from, who wrote it, who was the first one singing it?

Well, I ask this question as I have been for years among the many people thinking that this was a Jeff Buckley song, then I discovered that there was a Nina Simone version of it, but the full truth still had to come.. Lilac Wine was originally written in 1950 by a composer named James Shelton. I tried on youtube but there are no videos of him performing this song, neither of Jope Foye who apparently was the first one singing it at the theatre..

Thanks to Wikipedia I also found out that Elkie Brooks in 1978 had a great success covering this song, therefore I went to look for it on youtube and found this version: Lilac Wine by Elkie Brooks.

Anyway, my favorite version remains the one performed by Jeff Buckley, but it’s nice to know where things come from.. ..Where does wine come from?

I.M.

E la bottiglia…?

E la bottiglia…?

by Ivano Martignetti

Una sera d’estate ci si siede a mangiare un boccone al Roadhouse Grill vicino Linate. È tardi, optiamo per una fettina di Reale alla griglia, non arriverà una gran bisteccona ma comunque dovrebbe darci soddisfazione. A questo punto ci chiediamo:”E il vino?”. Mi ricordo che hanno un buon rosso toscano della casa, in quanto il proprietario della catena si è comprato un pezzo di collina per farselo come voleva lui, niente di che strapparsi i capelli, per carità, ma il rosso della casa al Roadhouse Grill è uno dei pochi posti in cui potete ordinarlo senza dovervi aspettare brutte sorprese e senza fare del male al vostro portafoglio.

È andata, ordiniamo una bottiglia di Rosso, che però ci viene servito un po’ caldo, ma in questo periodo la temperatura dei vini la azzeccano davvero in pochi.. Amen, aspettiamo la bistecca di Reale che abbiamo gentilmente richiesto “al sangue”, ma ovviamente ci arriva molto ben cotta, fumante sulla piastra bollente anche se molto scenografica usata per i piatti di carne.. Magari se fosse stata un po’ più spessa sarebbe stato più facile cucinarla al sangue, ma non è questo il punto, una serata non fa testo, ci tornerò perché altre volte mi ci son trovato molto bene.

Avevamo accennato al vino, un po’ caldo, accompagnato a una fettina che è finita subito.. insomma la bottiglia è rimasta mezza piena. Che peccato! Ma poi mi sono ricordato degli Americani, della gentilezza con la quale il cameriere ti chiede se vuoi portare a casa la bottiglia, te la tappa e te la infila in una simpatica bustina, tanto l’hai pagata! Un po’ quello che hanno copiato in Italia con la giusta iniziativa “Portami Via”. Allora mi è venuto spontaneo chiedere se me la tappavano, così me la portavano.

Ecco il motivo per cui ho scritto il post, mi piacerebbe fare una pagella sui posti in cui chiedo di portare via il vino e sulla reazione dei gestori del locale o del personale. Questa è la prima:

Atteggiamento cameriere: Molto disponibile, non si è scandalizzato, gentile come per tutta la serata.

Tappatura bottiglia: Meno disponibile, mi è stato portato un tappo di materiale sintetico usato e mi è stato detto di tapparmela da solo che era un’operazione difficile..

Bustina: No, niente bustina, meno male che la mia ragazza è sempre dotata di borse molto grandi, così ho potuto far roteare la bottiglia nell’aria e con uno scatto alla D’Artagnan l’ho riposta nel fodero, ovvero in questa bella borsa capiente.

Morale della favola: Non ho riscontrato puzza sotto il naso, ma non erano organizzati. Preferisco ovviamente questa combinazione rispetto ad un’altra possibile, ovvero essere organizzati ma avere la puzza sotto il naso. Lo so che siamo un popolo di splendidi e a molti di voi suonerà cafonesco riportarsi la bottiglia dal ristorante, ma ci sono tanti motivi per cui questa pratica merita di essere sostenuta ed incentivata:

1. L’avete pagata (spesso profumatamente) e quindi è roba vostra.
2. L’alcool test..
3. Quasi mai i ristoratori vi propongono un servizio al bicchiere degno di tale nome.
4. Odio i falsi moralismi, la testa non l’abbasso certo per queste cose..
5. Evitare gli sprechi, considerati i tempi.
6. I ristoratori potrebbero addirittura guadagnarci, vendendovi dei tappi che risucchiano l’aria, così che la qualità del vino rimanga intatta per un paio di giorni.
7. Perché le regole si possono cambiare.

Spero che questo articolo vi sia stato utile, ma soprattutto spero di ricevere delle segnalazioni da voi sullo stesso argomento, magari per metterle insieme e creare una vera e propria guida sull’argomento! Dai dai dai, insieme si può .. ☺ !!!

Eddie’s wine..

Eddie’s wine..

by Ivano Martignetti

Who’s “The Wine Singer “, the one who is getting better year after year, becoming more and more complex, with so many qualities that you have to ask a “music sommelier” to describe him properly?

Eddie Vedder, dear music God, thansks for sharing with us all your feelings and thoughts, listening to your songs it’s like drinking a bottle of a well aged Barolo, or maybe sometimes a Pinot Noir from Bourgogne that it’s really hard to find..

Anyway, thanks for your music and the incredible emotions you give us.

From a wine and music fan,

You’re the Best.

E’ l’ora di stappare!

E’ proprio vero, se il vino non viene condiviso dà meno piacere. Ma soprattutto, se rimane sempre in cantina, rischia di non darne per niente, a meno che non ci si accontenti della semplice consolazione del “possesso”: http://www.winenews.it/news/22849/da-lusso-del-possesso-allesperienza-non-pi-status-symbol-da-ostentare-ora-le-grandi-bottiglie-si-condividono-in-tempo-di-neo-pauperismo-appassionati-tirano-fuori-bottiglie-prima-conservate-gelosamente-in-nome-di-una-ritrovata-leggerezza

Sarà che la mia cantina soffre i cambi di stagione, ma io questa filosofia la ho adottata da tempo.. L’ideale in realtà sarebbe fare come mi disse un giorno il “conte di Morbegno”, di bottiglie dello stesso vino bisogna comprarne 3: una da bere subito, una dopo uno/due anni per apprezzarne l’evoluzione ed una terza da conservare.

Ovviamente molto dipende anche dalla tipologia di vino e dal tipo di cantina che si ha a disposizione per conservare i vini.

Per quanto concerne la tipologia di vino, è giusto che tutti sappiano che lo stato evolutivo di ciascun vino, a seconda della propria tipologia, segue una propria curva di maturazione, per cui va incontro alle seguenti fasi, che la terminologia A.I.S. identifica in: immaturo, giovane, pronto, maturo, vecchio.

La cantina è altrettanto importante, mi fanno ridere queste nuove cucine ideate con dei mobili intagliati per conservare il vino, alle temperature delle vostre abitazioni pensate davvero di poter mantenere intatta la qualità di un vino nel medio-lungo periodo? Mi dispiace, la risposta è no. Meglio farle girare allora quelle bottiglie ed evitare che risentano soprattutto dei prolungati 35-38 gradi estivi. Soluzione? Una bella cantina di quelle antiche, magari da mettere a posto in società con qualche amico appassionato di vini o un bel frigo cantina da posizionare nel posto che più vi aggrada nel vostro appartamento; nascosto nello sgabuzzino o in bella vista nel salone non importa, purché le bottiglie importanti possano riposare il tempo giusto ed essere aperte in occasione della cena giusta!

Ivano Martignetti

New Point Bullshit System?

Sometimes I just can’t believe what I am reading when I read articles about wine written by wine experts..

That’s already enough to be excommunicated from the sanctified world of wine, but who cares, I am not part of it anyway.. I don’t know if you’ll have the nerve to read this 2 pages article: http://www.snooth.com/articles/commentary/new-wine-scoring-system/ yes, two pages about the wine scoring system! but if you manage to read all this, I hope you’ll get my point: Who cares about points, 100, 100** with asterisks, or a new system with 1000 points?!? Do you think it has anything to do with wine at all? Or is it just another trick to catch the eye of the rich and the “want to look rich” and to please the important producers?

I am actually sick of these point systems and I sincerely don’t believe they’re worth anything at all. I picture wine on table, with people around it and a good meal to be served with it. The experience, and not the points(!) will make this experience unique, will make people happy and satisfied about their choice. It won’t be Robert Parker, as we saw him in “Mondovino”, tasting wines in his house with his farting dog, to tell people which wines they have to drink, which kind of wines or which kind of producers or whatever.. At least this is not for me, I just don’t care.

Too many people talk about wine in a serious way, I am not one of them. I am just saying that every wine lover should experience wine without electing a wine guide or a wine expert as a god who speaks the truth.. Of course if you study you can learn a lot of things, I did. But without letting your senses free to experience what wine really is, your money it’s going to be wasted anyway.. Go to Argentina, to Hungary, California, France, Italy, Spain (and so on..) without any prejudice, go to the wine shop without the list you downloaded from the wine guide you found on the internet, it’s a waste of time and money. Let your feelings do it for you, you’ll thank me.

Anyway, tonight I tasted a “Cote du Marmandais – Tersac 2005”, costs around 6-7 euros, bought directly at the winery. The name doesn’t say much, does it? I am sure it doesn’t for so many people who only drink the wines the wine god says are worth 100 or 100 with asterisks (oh wtf…)… I am a wine-god-free wine lover, so I get to taste these wines too and they’re pretty good..

Good night folks, hopefully I didn’t confuse you even more, in any case I am available to discuss this.

Ivano Martignetti