Toccata e fuga a Montalcino

Toccata e fuga a Montalcino

di Ivano Martignetti

Come in una missione segreta, ieri son passato a Montalcino consapevole di poter solo annusare un po’ gli odori della campagna, sbirciare negli angoli del paese e scrutare fugacemente i modi di fare degli abitanti del posto. Non dei turisti, anche se mi ha sorpreso sentir parlare quasi più russo che inglese, sempre che un’ora scarsa di “missione” possa fare testo..

Ebbene si, anche un incontro clandestino, come quello tra me e la città di Montalcino, possono lasciare qualcosa. Io son rimasto colpito dalla tranquillità con cui il tempo scorre tra i vicoli del paese, sedotto e abbandonato dalle offerte delle enoteche presso le quali non ho avuto il tempo di sostare, ingolosito dai menu dei ristoranti e da una bottega in particolare, presso la quale però non ho resistito alla tentazione di rifornirmi di un bel panino alla finocchiona e di un pezzo di pecorino.

E poi i paesaggi, i viali alberati che anticipano l’ingresso alle ville, alle cantine, alle residenze trasformate per accogliere i numerosi e facoltosi turisti. Per quelli italiani è più dura, i prezzi non sono alti e di questi tempi..

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